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Timante
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mwawTimante di Kythnos (o anche Timanthes; in greco: Τιμάνϑης ο Κύθνιος) (Citno, V secolo a.C.IV secolo a.C.) è stato un pittore greco antico vissuto attorno al 430 a.C. ad Atene. Talvolta ne viene citata erroneamente l'origine equivocandolo con Timante di Sicione, anch'egli pittore ma attivo nel III secolo a.C.

Contents

Note

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Biografia e opere

Il pittore, originario dell'isola mwcqcicladica di Kythnos, viene annoverato tra i pittori praticanti il tetracromatismo,cite-ref-1[1] si suppone comunque che nel tempo abbiano saputo estendere la propria tavolozza.cite-ref-2[2]

Molto ammirato dai suoi contemporanei non solo per la tecnica esecutiva ma anche per l'inventività, fu contemporaneo di mwfaZeusi e rivale dei più giovani mwfqParrasio e Kolotes di Teo. Vinse infatti a mwfwSamo la gara con Parrasio per l'esecuzione della mwgaDisputa per le armi di Achille tra mwgqAiace e mwggOdisseo e lo sconfitto lamentò che la vittoria era di nuovo andata d un indegno. Di altri lavori dei Timante si ricorda il dipinto della mwgwLapidazione di mwhaPalamede a mwhqEfeso – la cui riproduzione in uno specchio etrusco assieme alla presenza di oggetti simili con altre vicende sulla storia del re di Eubea danno adito alla supposizione che il pittore ne avesse tratto un più complesso ciclo – e un piccolo mwhgpinax con il mwhwciclope mwiaPolifemo dormiente sbeffeggiato da piccoli mwiqsatiri – di questo resta il ricordo nella ripresa della scena in un mwigcratere mwiwapulo.cite-ref-3[3]

Ma la sua opera più celebrata – e con maggiori conseguenze nelle espressioni artistiche successive – è il mwkqSacrificio di Ifigenia, dipinta in gara con Kolotes. In quest'opera la scena è fermata negli attimi più densi di mwkgpathos, quelli precedenti al sacrificio dalla fanciulla. Il pittore vi rappresentò l'espressione di tristezza dei volti degli astanti in modo che aumentasse a seconda del legame affettivo con mwkwIfigenia: Calcante triste, mwlaOdisseo più triste ancora, mwlqMenelao disperato; non potendo dipingere un livello ulteriore di costernazione nel padre Agamennone si risolse con l'espediente di mostrarlo con il capo coperto da un velo.cite-ref-4[4]

Il lascito del velo di Timante

Il primo scrittore latino a ricordare quest'opera è nuovamente mwnaCicerone nellmwnq'mwngOratorcite-ref-5[5] cui seguirono mwowValerio Massimo,cite-ref-6[6] mwqaQuintiliano,cite-ref-7[7] mwrqPlinio il Vecchiocite-ref-8[8] e molto più tardi il mwsgbizantino mwswEustazio di Tessalonica (da quest'ultimo testo fra l'altro deriva probabilmente l'equivoco sull'origine di Timante a mwtaSicione)cite-ref-9[9]. Nel ritenere che il punto focale fosse il mwuqdecorum, ovvero il mantenimento della dignità nelle emozioni struggenti, l'interesse di Cicerone, Valerio e Quintiliano si soffermava, con sfumature diverse, al parallelo tra lo stratagemma nel dipinto e quella figura retorica che oggi definiamo mwugaposiopesi, cioè la forma in cui il discorso viene sospeso lasciando all'immaginazione del lettore la percezione del senso. Plinio ed Eustazio invece si soffermano sull'abilità inventiva di Timante.cite-ref-10[10]

Se il successo della rappresentazione di Ifigenia di Timante, in una specie di inerzia iconografica, la vede ripresa in antico non solo nella pittura vascolare ma anche in opere più cospicue come mwwaSacrificio di Ifigenia della Casa del poeta tragico di mwwqPompei (ora nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli) l'espediente venne ripreso sia nella pratica figurativa che nell'elaborazione teorica anche in tempi molto più recenti.cite-ref-11[11] Grazie alle numerose citazioni di Plinio da parte degli enciclopedisti medioevali Timante entra per la prima volta nelle teorizzazione delle arti figurative con mwxgLeon Battista Alberti che lo cita nel suo mwxwDella pittura (1436), Dopo la pubblicazione a stampa del volume i riferimenti si moltiplicano con le pubblicazioni di mwyaBenedetto Varchi, mwyqLodovico Dolce, mwygGiovanni Andrea Giliocite-ref-12[12] e così numerosi altri autori ancora nel XVII e XVIII secolo. E anche mwzwFederico Borromeo, impadronendosi della lezione di Timante in uno spirito controriformistico, suggerì ai pittori di ispirarsi all'espediente nell'ambito dell'arte sacra.cite-ref-13[13]

Le interpretazioni o le citazioni nelle opere d'arte, dove il velo diventa un mwbqtopos fondamentale, sono innumerevoli. A solo titolo di esempio, si può ricordare un'opera di mwbgClaus Sluter, la tomba di mwbwFilippo l’Ardito (1411) a Digione, in cui le numerose figure del piedestallo coprono il volto con un velo a simboleggiare varie gradazioni di dolore, e, secoli dopo, guardare alla classica citazione nel mwcaSacrificio di Ifigenia di mwcqGiambattista Tiepolo (1757) a mwcgVilla Valmarana.

Note

cite-note-11. Cicerone, mweqBrutus, XVIII, 70.
cite-note-22. citereftreccani-tetracromatismo-28enciclopedia-dell-27-arte-antica-29mwfqSilvio Ferri, mwfgmwfwTetracromatismo, in mwgaEnciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1966. mwgqURL consultato il 18 giugno 2020.
cite-note-33. mwhqmwhgMoreno 1966.
cite-note-44. mwigmwiwCelentano 2017, p. 61.
cite-note-55. Cicerone, mwjwOrator, xxi, 74.
cite-note-66. Valerio Massimo, mwkwFactorum et dictorum memorabilium libri novem, VIII, xi, 6.
cite-note-77. Quintiliano, mwlwInstitutio mwmaoratoria, II, xiii, 12–13.
cite-note-88. Plinio il Vecchio, mwnaNaturalis historia, XXXV, 73.
cite-note-99. Eustazio di Tessalonica, mwoaEustathii archiepiscopi Thessalonicensis commentarii ad Homeri Iliadem pertinentes, Ad Il., 1343, 60.
cite-note-1010. mwpamwpqLeone 2011, pp. 472-474, 476.
cite-note-1111. mwqqmwqgCelentano 2017, pp. 62-63.
cite-note-1212. mwrgmwrwLeone 2011, pp. 476-477. Leone cita: Leon Battista Alberti, mwsaDella pittura, nell'edizione critica a cura di Luigi Mallé del 1950, pp. 94-95; Benedetto Varchi, mwsqDue lezioni …, 1549, pp. 114-115; Lodovico Dolce, mwsgDialogo della pittura, 1557, pp. 122-123; Giovanni Andrea Gilio, mwswDue dialogi, 1564, pp. 80-81.
cite-note-1313. Federico Borromeo, mwtwDe pictura sacra, 1624, traduzione del 1932 a cura di Carlo Castiglioni, p. 17. citato in mwuamwuqLeone 2011, pp. 477-478.

Bibliografia

• citerefmoreno-1966Paolo Moreno, Timanthes, in Enciclopedia dell'Arte Antica classica e orientale, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1966.
• citerefleone-2011Massimo Leone, L'inimmaginabile (PDF), in Lexia: rivista di semiotica, n. 7-8, Roma, Aracne / Università degli studi di Torino, 2011, pp. 471-490.
• citerefcelentano-2017Maria Silvana Celentano, Ingegnosità esemplare di un pittore: la lunga storia del ‘velo’ di Timante, in Accademia Raffaello: atti e studi, n. 1/2, Urbino, Accademia Raffaello, 2017, pp. 57-66.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itTimante, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiovanni Patroni, TIMANTE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• mwxq(EN) Timanthes, su Grove Art Online.